Intervista maggio 2011

Intervista a Manuela Carrano: Le involuzioni dell’essere?
maggio 17th, 2011 | Published in Arte Design Moda
A cura di Jacqueline Ceresoli

Nel 2009 Manuela Carrano con il ciclo “99942 Futuro Anteriore” disegna a matita su fogli di grande formato soggetti metamorfici, ibridazioni tra uomo e animale, che hanno anticipato le tematiche della prossima personale milanese. Dopo anni di sculture, installazioni site-specific, sperimentazione di materiali diversi: ferro, tessuti, resine e ibridazioni tra pittura e fotografia, ricamo, stampe su tessuto, light box, è tornata al disegno e al tema centrale della sua eclettica ricerca: il corpo e la sua metamorfosi.
Nelle opere recenti rivisiti i maestri della pittura come Carvaggio, Artemisia Gentileschi, Hayez e rappresenti uomini e donne scimmia dal volto, arti o parti del corpo interamente ricoperte dalla peluria . Questi ibridi tra uomini e animali, surreali potrebbero essere gli abitanti di un Futuro Anteriore di Eden artificiali in via di definizione ?
Le sue opere pongono domande che non danno risposte, ma visioni

Quando hai iniziato a disegnare?
Da bambina, era il mio gioco.

Hai sperimentato diversi materiali, tecniche e linguaggi, dopo le gabbie quadrate in ferro degli esordi, sei passata alla fotografia e recentemente sei tornata al disegno, perché?
Perché, oltre ad essere il primo, è stato sempre il mio grande amore.

Hai realizzato un libro d’artista molto particolare, com’è strutturato?
Si tratta di libri in tessuto ho dipinto, ricamato e fotografato. Prevedo una serie di libri scritti da diverse autrici. Nel primo si legge un dialogo tra la scimmia e la città, dopo un’apocalisse universale.

Realizzi opere site-specific, light box che indagano il tema della metamorfosi e sei interessata ad approfondire la relazione tra naturale e artificiale, l’ibridazione tra l’uomo e animale e ti caratterizza rappresentazione della scimmia. Cosa significa? Forse un ritorno alle origini inspirato alle teorie dell’evoluzione della specie?
Più che un ritorno alle origini, analizzo la possibilità di una presenza costante in noi di una “Natura altra” che ci accompagna misteriosamente , sfuggendo al nostro controllo. Nelle mie opere alludo ad una vendetta della natura che decide di invadere anche la storia dell’arte.

Quali sono i maestri della pittura che ti hanno ispirato?
Bosch, Giorgione, Caravaggio, Hayez.

In genere lavori per cicli e nel passato ti sei dedicata anche al design, ma come nasce un’opera?
Mi piace trasformare il mondo. Mi attirano gli insetti, poi il mio vissuto, delusioni, storie , pensieri, inspiro luce e espiro il mio “mondo diverso”.

Nel 2007 hai esposto “999 Futuro Anteriore”, in un ciclo di opere disegnate a matite di grande formato, che hanno anticipato tematiche sviluppate in questo nuovo ciclo. Cosa esporrai nello Studio Guastalla a Milano?
Esporrò una sorta di giardino artificiale con alberi di garza con foglie-insetto in acetato, fiori dentro light .box, grandi disegni dove i soggetti sono le rivisitazioni di capolavori del passato con i protagonisti trasformati in scimmie.

Che impatto hanno le tue opere sul pubblico?
Stupore, curiosità, dubbio ?

L’arte e l’artista hanno ancora un ruolo nella società in rete, dall’immaginario collettivo mediatico digitalizzato. Quale?
Destare meraviglia, emozione, porre domande, proporre visioni differenti di realtà apparentemente ovvie.

La letteratura, il viaggio e il cinema sono alla base del tuo ripensare la realtà. Ti consideri una visionaria consapevole di provocare domande sulle problematiche del nostro tempo ? Perché?
La cosa più interessante da indagare è la realtà che percepiamo quotidianamente, dandone poi una visione differente, inaspettata.

Quale artista contemporaneo ti piace?
Louis Bouregeois, Giuseppe Penone, Bill Viola, Robert Longo.

Perché disegni prevalentemente donne-scimmia?
La donna porta meglio la coda!

Qual è il tuo sogno?
Vedere l’orso bianco.