Perfect world – Chiara Lizzeri

“Perfect World” è una profonda riflessione sul genere umano, sul suo essere ed agire presente e futuro, un viaggio nella vita contemporanea che Manuela Carrano racconta attraverso i suoi nuovi 23 lavori.
La tela diviene narrazione, libro e, capitolo per capitolo, conduce lo spettatore in un cammino affascinante e vivace che fa emergere le contraddizioni e le problematiche di una società moderna dominata dal Capitalismo e da un profondo senso di insoddisfazione ed inadeguatezza.
Il soggetto principale, è il corpo umano, o meglio quello che la Carrano definisce il “Corpo Perfetto”. Perfetto, non perché, come si riteneva nel passato, frutto del raggiungimento di pienezza assoluta e quindi rinvenibile solo al di là della dimensione umana. Il termine perfezione è qui usato in termini quasi sarcastici; è il corpo desiderato, sognato e tormentato dall’infido messaggio che ogni giorno la nostra società ci trasmette e che ormai si è fatto norma di uno status sociale che ci vuole giovani, perfetti e così per sempre quasi a dire “bello e felice” o meglio, “ bello è felicità”.
I soggetti ritratti scaturiscono dal felice connubio tra fotografia, disegno e l´utilizzo di miriadi di spilli e rappresentano quelli che potremmo definire gli status symbol per bellezza ed eleganza degli anni moderni e passati, come la sensuale Marilyn Monroe o la più austera Nike di Samotracia.
Sono corpi sinuosi, che si lasciano ammirare e desiderare ma, accanto ad essi, gli spilli, che danno tridimensionalità e realizzano veri e propri ricami, concretizzano i dolori e le tragedie che affliggono quotidianamente l’umanità. Spilli freddi e pungenti, che, come afferma la stessa Carrano “ben rappresentano la condizione umana”, fragile, instabile e soggetta ai dolori che la vita riserva.
Nei successivi lavori la riflessione dell’artista si amplia pur mantenendo l´attenzione focalizzata sul corpo femminile. I freschi colori pastello vanno a sostituire le monocromie dei quadri precedenti e le lucenti tessiture di spilli lasciano spazio ad un nuovo gioco fatto di timbri colorati impressi più e più volte sulla tela.
Ogni quadro è una storia a sé, ma tutte le nove donne dei dipinti sono accomunate dalla loro tragica relazione d’amore con il consumismo del ventesimo secolo. Sono donne insicure, sole, prigioniere di una ricerca smodata di perfezione e lusso; donne senza volto perché, una volta spogliate dai loro abiti firmati e dai loro accessori griffati, perdono la propria identità. Ed è proprio così che l’artista le presenta; nude o quasi, vuote e sole.”Beauty Cage”, “Be Deliciuos”, “Perché voi valete”, i timbri parlano per loro; sono le seduzioni del nostro secolo che ci attirano con false promesse nelle proprie trappole, per renderci schiavi e privarci della nostra personalità; feriscono e fanno male quasi più degli stessi spilli.
I trittici che da ultimo l´artista propone rappresentano un ulteriore passo avanti nella ricerca artistica, sperimentale e concettuale della Carrano. Il desiderio di perfezione non riguarda più il solo corpo umano bensì il mondo stesso nel suo essere.
Las Vegas e Londra nel 2177, città attualmente affollate e caotiche, divengono nel futuro vere e proprie città fantasma; tutto tace in uno stato di calma apparente ed il cielo, malato e avvelenato dall’inquinamento, assume colori dai toni apocalittici, innaturali.
Il mondo perfetto che l´umanità con tanta fatica ha cercato di raggiungere, approda e naufraga in un mondo instabile, incapace di sopravvivere perché fondato su bugie e ipocrisie, disorientato da chi ha tentato di andare oltre il possibile rendendosi schiavo di un sistema che lo ha condotto alla distruzione.
Quella che l´artista presagisce è una vera Apocalisse nel senso letterario del termine, come veniva interpretata dal primo Ebraismo e Cristianesimo; letteralmente Apocalisse significa “ l´alzarsi di un velo”, la rivelazione ad un profeta scelto, la profezia.
Per la Carrano è la Natura il profeta scelto, è quel timido scoiattolo che dai confini sfumati di Las Vegas ci guarda con calma e placidità, o il cerbiatto che si disseta alla fonte.
Saranno loro a ristabilire un nuovo equilibrio, a gettare i semi per un secondo inizio, per un mondo rinnovato, e forse chissà, anche migliore di quello ormai al collasso.
Chiara Lizzeri